QUARANTESIMO PARALLELO

 

 

 

pollici e indici

UNA RETE INDIGNATA    Cresce in queste ore l'indignazione per la mancata diretta Rai per la manifestazione del 15 febbraio. Molte le voci di protesta, e molti i cittadini che stanno mandando e-mail all Rai per esprimere il disappunto. Alcuni visitatori di isolagiulia ce le hanno inviate per conoscenza:

Sono sconvolta dall'assenza nella TV di Stato, di qualsiasi dibattito riguardi la guerra "allucinante", fate finta che non sta succedendo nulla. Risparmiatevi i film in prima serata sul terrorismo e i balletti americani, nell trasmissione di Limiti con tanto di bandiera americana La non diretta della manifestazione sulla pace, da parte della TV di Stato, è la cosa più vergognosa e antidemocratica che una "TV di STATO", se così la vogliamo chiamare possa fare. In futuro vedrò solo piccole TV private. Riflettete gente riflettete, questo vi porterà contro gran parte dell'opinione pubblica. Forse dovete fare un corso accellerato di comunicazione, ancora prima che vi sfrattano, visto che nessuno, spero dopo le ultime, pagherà mai più il canone."

"Sono molto spiacente che il consiglio di amministrazione della RAI non abbia autorizzato le riprese della grande manifestazione per la pace che si  terrà a Roma sabato 15 febbraio. Penso che questa decisione sia antidemocratica, priva di qualsiasi fondamento. Sono a conoscenza che il direttore di RAI 3  e del tg 3 e anche 200 deputati hanno richiesto la diretta tv. Mi associo a loro e alle centinaia di migliaia di persone che verranno  a Roma a manifestare il loro desiderio di pace e non di guerra . Poiché il servizio RAI è pubblico, cioè di tutti, chiedo espressamente che il Consiglio di Amministrazione della RAI  riveda la sua decisione e trasmetta in diretta un evento di tale portata".

Che mille gocce diventino un fiume.

 

tv tv

THE BUSH SHOW    “Siamo immersi nel The Bush Show, spettacolo informazione quotidiano che segna il nostro tempo, momenti cui non ci si può sottrarre. Con la minaccia della guerra all’Iraq ci è stata annunciata una guerra infinita. I giornalisti, il linguaggio dell’informazione, si stanno trasformando in killer complici, spesso perfino inconsapevolmente sottomessi a logiche disumane. Di qui l’esigenza di un’indagine a 360 gradi. L’imperativo morale è fermare le armi: per farlo occorre vincere l’indifferenza e il silenzio. E il primo passo è un sistema di informazione al servizio dei cittadini e non del potere. Perché il potere, come insegna Robert Fisk, non conosce l’odore delle mosche che mangiano i cadaveri”.
www.nuovimondimedia.it

 

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